L'arrivo in carcere: Un nuovo capitolo
Tempo dopo, fu incoraggiato a frequentare Liberté. In principio, come la maggior parte, scelse di andarci per uscire dal padiglione e cercare così di superare per qualche momento una situazione così difficile.
La scoperta di un nuovo mondo
Poi, con il tempo, si è radicato nel mondo Liberté in modo tale da integrarsi nella comunità al punto da sentire lo spazio come proprio. All'inizio, Liberté disponeva di una rosticceria che affiancava il servizio di alimentari, e persino di un ristorante, situazione che durò fino all'inspiegabile blocco penitenziario. Roberto cucinava, sfruttando le conoscenze della professione gastronomica acquisite fuori.
Un leader nella cooperativa
Così ha superato le varie fasi e oggi è coordinatore generale della cooperativa. È stato il precursore del progetto sportivo nello spazio, che conta su istruttori di fitness, boxe, calcio e altre attività correlate. È stato inoltre utilizzato uno spazio fisico del luogo, dove si è riusciti a costruire una palestra. Manubri, panche per i diversi esercizi ginnici e persino una cyclette fanno parte dell'entusiasmo nel proporre idee e concretizzarle con azioni positive.
Progetto sportivo
È stato il precursore del progetto sportivo nello spazio, che conta su istruttori di fitness, boxe, calcio e altre attività correlate.
Palestra costruita
Manubri, panche per i diversi esercizi ginnici e persino una cyclette fanno parte dell'entusiasmo nel proporre idee e concretizzarle con azioni positive.
Un cambiamento profondo nella coscienza
Senza dubbio, quando qualcuno abbraccia qualcosa vi riversa tutte le sue energie positive. Roberto si dilunga nel dialogo e ci parla anche delle differenze tra la cultura che si genera in carcere nei padiglioni e il contrasto che si avverte profondamente in ciò che si genera in Liberté, dal modo di parlare, di rivolgersi l'uno all'altro, fino alle abitudini come il mangiare; racconta che a suo tempo si riuscì in Liberté a cucinare in modo sano a mezzogiorno, ricevendo il contributo del proprio orto biologico per chi frequenta tutti i giorni, e sottolinea la differenza della vita in Liberté rispetto ai padiglioni, dove si mangia una sola volta al giorno e il resto del tempo si consuma il mate come a sostituire il pasto di mezzogiorno.
Una testimonianza di cambiamento e speranza
Roberto racconta che la sua famiglia è tranquilla nonostante si trovi in un carcere di massima sicurezza. Un carcere di massima sicurezza, un aggettivo che chi non conosce questo mondo intramurario riesce a spaventare o almeno a mettere a disagio. Roberto ha detto anche che pensava che tutto sarebbe stato peggio, ma fortunatamente non è andata come credeva.
La riflessione finale
Nel congedo, Roberto ricorda il tempo che gli resta di condanna, è già quasi a metà. Afferma che tutto questo gli è servito, perché essere rimasto paralizzato nel tempo del carcere sarebbe stato un tempo morto.
Fonte: Radio Aires de Liberté