Garanzie di Indipendenza - Locro di successo a Liberté con giudici e amici

Dopo l'incontro, locro compreso, l'evento è riuscito a dimostrare concretamente cos'è e cosa significa la Cooperativa Liberté, grazie alla cornice di presenza fisica ottenuta.

Visita al carcere di Batán

A metà mattina della festa nazionale in commemorazione dell'indipendenza, il 9 luglio, gli ospiti hanno iniziato ad arrivare al carcere di Batán, dove si trova il nostro spazio Liberté, accolti da Pampa e Carlos, presidente e segretario dell'ente.

All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, María Jimena Monsalve, giudice nazionale di esecuzione penale (Jueza Nacional de Ejecución Penal); Roberto Conti, giudice del Tribunal en lo Criminal N° 7 di Lomas de Zamora; Ileana Olivas, giudice di pace del Juzgado de La Calera, provincia di Córdoba; la giudice Mariana Iriani, del Juzgado de Responsabilidad Penal Juvenil N°1 e del Tribunal Criminal N°4 di Mar del Plata; Alberto Bavestrello, direttore della Federación Argentina de Cooperativas de Crédito (socio fondatore della Cooperativa Liberté); Victoria Alcoba, capo di gabinetto della Sub-Secretaría de Asuntos Penitenciarios (Sottosegretariato per gli Affari Penitenziari), afferente al Ministerio de Justicia de la Nación (Ministero della Giustizia della Nazione); la psicologa Marisa Pombo, che lavora presso il Ministerio de Justicia de la Nación (Affari Penitenziari); Any Acevedo, avvocata e facilitatrice di dialogo in contesti di detenzione, nell'ambito del programma “Probemos hablando” (“Proviamo a parlare”); l'imprenditore e collaboratore permanente del nostro spazio, Andrés Castagno; lo psicologo Dr. Ricardo Augman, che lavora presso la Procuraduría Penitenciaria de la Nación (Ufficio del Garante Penitenziario Nazionale) e partecipa al programma “Marcos de Paz”; Diana Márquez, avvocata, notaia, presidente dell'organizzazione Víctimas por la Paz (Vittime per la Pace); Aime Silva, segretaria del Juzgado de Lomas de Zamora; Josefina Ignacio, commissaria del Comité Nacional para la Prevención contra la Tortura (Comitato Nazionale per la Prevenzione della Tortura); l'avvocata Jimena Falco, che lavora presso l'Unidad de Letrados Móviles 1 de Ejecución de CABA (DGN); la ragioniera Graciela Binztein; autorità del Servicio Penitenciario Bonaerense (SPB) in servizio in questo carcere, in rappresentanza del capo provinciale del Servizio Penitenziario, Dr. Xavier Areses; era presente anche il capo del Complesso, Astete; oltre a difensori pubblici della città di Morón. Hanno collaborato anche lo chef Patricio — persona che è stata in situazione di carcere — e uno chef amico, Julián, della città di Necochea, insieme ad Alfredo Medvedef, Bautista de Necochea e Cecilia Garzón.

Pranzo e spazio in costruzione

La sala dove è stato servito il pranzo, un gustoso locro (stufato tradizionale argentino), è uno spazio in costruzione tra Víctimas por la Paz e Liberté chiamato “Punto de Paz” (“Punto di Pace”), che dovrà funzionare come un classico ristorante, per visitatori, dipendenti e persone in situazione di carcere.

Visita alle aree di Liberté

La giornata è servita anche per visitare le diverse aree di Liberté: il laboratorio di pelletteria e altri lavori manuali e il laboratorio di piante, situati nell'area dei laboratori del reparto a media sicurezza, dove si trova il murale “più bello del mondo”; e, nel settore con il maggior numero di unità produttive, i visitatori hanno potuto vedere l'orto biologico, il pollaio, l'emporio, la falegnameria, la serra, la rosticceria, e altre sezioni come l'apiario, la biblioteca e la sala tessile, tra le altre, dove hanno constatato non solo la crescita ma anche lo sforzo quotidiano di chi lavora in questo spazio oggi cooperativo.

Riconoscimento e prospettive

I visitatori, dai loro diversi punti di vista, hanno concordato sulla crescita del settore cooperativo e anche di Liberté come istituzione all'interno di un carcere, il che rende ancora più notevole il risultato ottenuto finora — situazione che li ha portati a incoraggiarne la replica in altri carceri, sulla strada verso la trasformazione.

Omaggio a Mario Juliano

La figura del giudice Mario Juliano, scomparso, è tornata in quasi tutti i dialoghi della giornata ed è ricordata da Liberté come colui che è stato il principale promotore di questa bella idea, senza mai perdere di vista le radici, nel contesto di una genesi in cui i bisogni delle persone in situazione di carcere erano quelli che cercavano una possibilità di ritrovare ciò che è dignitoso.

Eredità e futuro di Liberté

Oggi Liberté è una cooperativa, ma è anche l'esempio in cui molti desiderano rispecchiarsi per la propria crescita personale a partire dalla propria situazione di carcere, per vivere con dignità e prepararsi al recupero della propria libertà.

Fonte: Liberté

Traguardi di Libertà